Nel corso del webinar, organizzato dall’Ass. Eurodefi, dedicato al tema “Dalle RSA al Senior Housing: l’evoluzione dei modelli abitativi dedicati agli anziani”, il Dott. Roberto Tribuno ha offerto una panoramica molto chiara su una trasformazione che non riguarda soltanto il settore immobiliare o socio-sanitario, ma la società nel suo complesso. Il punto di partenza è stato l’inverno demografico: l’Italia sta invecchiando rapidamente, la natalità continua a calare, la popolazione attiva si riduce e cresce il numero di anziani soli, fragili o a rischio isolamento. Una fotografia che impone una riflessione seria su come ripensare l’abitare, i servizi e i modelli di assistenza per la terza età.
Uno dei passaggi più interessanti del webinar ha riguardato la distinzione tra anziani autosufficienti o semi-autosufficienti e anziani non autosufficienti, perché da questa differenza discendono bisogni profondamente diversi. Da un lato ci sono persone che possono ancora vivere in autonomia, ma hanno bisogno di maggiore sicurezza, socialità e supporto nei servizi quotidiani; dall’altro ci sono situazioni che richiedono invece assistenza sanitaria continuativa, come avviene nelle RSA o nelle cliniche riabilitative. Il relatore ha anche evidenziato il peso crescente delle badanti e dei caregiver familiari, sottolineando come l’attuale assistenza domiciliare sia spesso insufficiente rispetto alla reale domanda.
Un altro nodo centrale è stato quello delle differenze tra RSA, Senior Housing e Social Housing, tre concetti spesso confusi ma molto diversi tra loro. Le RSA sono strutture sanitarie rivolte a persone non autosufficienti e regolate a livello regionale. Il Social Housing, invece, risponde a logiche abitative legate a fasce economicamente fragili. Il Senior Housing si colloca su un altro piano: è pensato per anziani autosufficienti, offre servizi, comfort, socialità e una qualità abitativa più alta, con l’obiettivo di prevenire isolamento e fragilità prima che diventino emergenze sanitarie. Proprio qui si inserisce un cambio di paradigma importante: non aspettare il momento critico, ma proporre soluzioni intermedie e più sostenibili nel tempo.
Dal webinar è emerso con forza anche un tema culturale: in Italia il Senior Housing è ancora poco diffuso, non tanto perché manchi il bisogno, ma perché manca ancora una mentalità pronta ad accoglierlo. Molte persone anziane restano fortemente legate alla propria casa, mentre le famiglie continuano spesso a pensare all’abitazione come a un bene da lasciare ai figli, più che come a una risorsa da utilizzare per garantire qualità della vita, servizi e serenità negli anni più delicati. Eppure i bisogni sono sempre più evidenti: sicurezza, protezione dalle truffe, assenza di barriere architettoniche, occasioni di relazione, servizi alberghieri, telemedicina e supporto tecnologico.
Molto interessante anche il focus sugli immobili rispondenti ai criteri ESG, quindi progettati con attenzione al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e alla qualità complessiva degli spazi. I progetti presentati nel webinar vanno nella direzione di strutture moderne, accessibili, efficienti e pensate per durare nel tempo, con appartamenti sostenibili e standard elevati. In questo senso, il tema dell’abitare senior non è stato trattato solo come risposta sociale a un bisogno crescente, ma anche come parte di una visione più ampia che coinvolge innovazione, investimenti e rigenerazione del patrimonio immobiliare.
Infine, il relatore ha posto l’attenzione sulla gestione delle strutture, che rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’intero sistema. Le RSA soffrono oggi per carenza di personale, costi energetici elevati e tempi autorizzativi molto lunghi. Il Senior Housing, dal canto suo, sconta ancora un vuoto normativo e una mancanza di inquadramento chiaro a livello nazionale. Da qui la necessità, evidenziata nelle conclusioni, di costruire una cornice legislativa più definita e di sviluppare modelli integrati capaci di collegare RSA, assistenza domiciliare, centri diurni e Senior Housing in un ecosistema più efficiente, sostenibile e vicino ai reali bisogni delle persone.
In sintesi, il webinar ha mostrato con grande chiarezza che il tema non riguarda solo “dove” far vivere gli anziani, ma come vogliamo accompagnare una delle trasformazioni demografiche più profonde del nostro tempo. E forse il punto più importante emerso è proprio questo: continuare a ragionare con modelli del passato non basta più. Servono visione, coraggio progettuale e una nuova idea di abitare, capace di tenere insieme dignità, servizi, sostenibilità e qualità della vita.
Di seguito il link del Webinar https://www.youtube.com/watch?v=PQRwHs7B5os